giovedì 14 marzo 2019

CIMA CROCETTA (30/01/2019)

CIMA CROCETTA (30/01/2019)
- Regione: Veneto, Verona
- Gruppo: Prealpi Venete, Altopiano della Lessinia 
- Elevazione: 970m slm
- Tipologia: Giro ad anello con conquista della cima
- Itinerario: Da Breonio si sale per le vie del paese arrivando al sentiero che segue la dorsale che porta alla cima.
- Percorso: Sentiero segnato
- Percorrenza: circa mezzora
- Dislivello: circa 300 m
- Difficoltà: T
- Libro di vetta: No
- Croce di vetta: Si 
- Flora e fauna intravisti degni di nota: Nulla
- Densità escursionistica: Nessuno
- Punti d'appoggio: Bar del paese di Breonio
- Note: Giro su piccola elevazione famosa della Lessinia. Il giro è facilmente abbinabile al Monte Pastelletto. 


La mattinata era partita con l’idea di fare un po’ di allenamento salendo per la via normale del Corno d’Aquilio innevato ma rientrando verso casa noto un cartello con scritto proprio Monte Crocetta, Che non avevo mai fatto nonostante fossi tentato quando feci la scorsa estate la salita al limitrofo Monte Pastelletto (consiglio vivamente di abbinare entrambe le cime in quanto quella di oggi è molto noiosa mentre l’altra è molto più intrigante sebbene rimanga un obiettivo con difficoltà turistica o poco piu). Parcheggio nel punto più alto del paese dove la strada è ancora asfaltata e seguo i segnali biancorossi che in circa un quarto d’ora mi portano alla cima dove è presente una sorta di mausoleo con all’interno la croce in pietra. Tempo di una foto e scendo ad anello proseguendo la dorsale che poi mi collegherebbe al Monte parcheggio nel punto più alto del paese dove la strada è ancora asfaltata e seguo i segnali biancorossi che in circa un quarto d’ora mi portano alla cima dove è presente una sorta di mausoleo con all’interno la croce in pietra. Tempo di una foto e scendo ad anello proseguendo la dorsale che poi mi collegherebbe al Monte Pastelletto ben visibile dinanzi a me. Ad un certo punto un tornante mi riporta direttamente a dove ho lasciato la macchina.

CIMA MEZZOGIORNO (20/01/2019)

CIMA MEZZOGIORNO (20/01/2019)
- Regione: Veneto, Verona
- Gruppo: Prealpi Venete, Altopiano della Lessinia 
- Elevazione: 1670m slm
- Tipologia: Conquista della cima e ritorno per vie alternative.
- Itinerario: Da Rifugio Bocca di Selva principalmente per sentiero 113 e traccia.
- Percorso: sentiero e traccia non sempre segnati.
- Percorrenza: circa 2 a/r
- Dislivello: 300m
- Difficoltà: T
- Libro di vetta: No
- Croce di vetta: No
- Flora e fauna intravisti degni di nota: Nulla
- Densità escursionistica: Qualche escursionista nei pressi del rifugio in partenza.
- Punti dappoggio: rifugio Bocca di Selva e Primaneve tutto l’anno, Podestaria solo d’estate
- Note: Giro interessante in piena Lessinia arrivando ad una cima sconosciuta utilizzata come fortificazione bellica nella grande guerra, la cima assieme a Trappola e Sparavieri è una delle bastionate che strapiombando sulla valle di Revolto guardando il Carega.


Parto nel pomeriggio dopo una mattinata di lavoro Consapevole di tornare con il buio. L’ambiente è perlopiù innevato ma la strada forestale è pressoché ghiacciata e quindi sarebbero stati utili un paio di ramponcini. Proseguo sereno con un po’ di attenzione fino al rifugio Podestaria dove inizio a staccarmi seguendo tracce e tagliando lungo i pendii per poi risalire con una faticoso sali scendi e sali in direzione delle postazioni di guerra sistemate sulla cima obiettivo di questa nostra giornata. Il tramonto è in arrivo quindi faccio una foto con l’ometto di vetta e inizio la discesa per forestale trovandomi al buio con frontalino e arrivando al parcheggio a circa due ore dalla partenza.

RESOCONTO ANNO 2018

Un anno diverso dagli altri, meno quantità e più qualità, spingendosi piano piano verso i primi quattromila. Un’anno con molte soddisfazioni personali come il completamento del supergruppo delle Piccole Dolomiti, partito (e poi chiuso con un bel tatuaggio) con cima Carega, poi il perfezionamento del massiccio del Baldo in invernale, salendo altre piccole cime prima snobbate. 

Cime nuove solo una trentina, ormai le 104 messneriane (ne faceva 100 all’anno) sono solo un ricordo in quanto le montagne che circondano la mia zona sono tutte completate; però quest’anno oltre a tantissime ripetizioni, più di 70, le cime fatte sono state molto qualitatevoli. La piu alta e ambita è stata l’Ortles, da anni un sogno nel cassetto, la più impegnativa e di soddisfazione la Focobon (in solitaria), vetta che già di suo conto ha pochissime ripetizioni e che credo che in solitaria ne vanti davvero pochissime. Poi la Campanili, cima che mi ha permesso di completare il supergruppo, brulla montagna con evidenti resti bellici fino alla cima e che mi ha fatto escludere fin dall’inizio della salita la prima assoluta che invece credevo. il Sass Rigaiss, vetta piu alta delle Odle (assieme al Gran Furchetta a parimerito) con un’ardita ferrata. La Cavaion, cima dimenticata del gruppo Ortles/Cevedale in val di Rabbi, che volevo affiancare alla vicina Pontevecchio, troppo rischiosa in solitaria in estiva e quindi rimandata. Poi sicuramente da ricordare Cima Nera, spoemdida roccaforte sopra il lago delle Marmotte con panorama mozzafiato sul gruppo Ortles concludendo con un bel anello sulle vette del Cir.


Le ripetizioni sono state molte sulle Piccole e sul Baldo; la parete nord del Plische e il Vallone Osanna in solitaria invernale, le creste del Carega, le salite per il Vajo Bianco, Battisti e Bella Lasta, le ripetizioni di due bei tremila come Vioz e Boè, le salite tra Costabella, Buse e Telegrafo accompagnando amici, il ritorno a Valdritta passando anche da Fontanelle.

sabato 12 gennaio 2019

CIMA STOTZE, BELLOCCA, SABBIONARA E PURGA (06/06/2018)

CIMA STOTZE, BELLOCCA, SABBIONARA E PURGA (06/06/2018)
- Regione: Veneto, Verona
- Gruppo: Prealpi Venete, Altopiano della Lessinia 
- Elevazione: 1257m slm
- Tipologia: Giro anello con conquista delle cime 
- Itinerario: Da Velo per strade, tracce di sentiero e percorso libero.
- Percorso: Sentiero segnato, traccia non sempre segnata
- Percorrenza: circa 3h senza soste
- Dislivello: 400m
- Difficoltà: T
- Libro di vetta: No
- Croce di vetta: Si (Stotze e Sabbionara)
- Flora e fauna intravisti degni di nota: Nulla
- Densità escursionistica: Un gruppetto di pensionati
- Punti d'appoggio: Rifugio Lausen, ristoranti e trattorie a Velo
- Note: Giro ad anello per le cime pratose di Velo Veronese.


Parto dal centro di Velo avviandomi prima su strada asfalta e poi per traccia verso la visibile croce di pietra dello Stotze, sommità esattamente sopra il paese. La traccia è intuibile e senza difficoltà, scavalcando qualche reticolato, arrivo alla brulla cima. Da li noto una croce di una collinotta che non conoscevo e che scopro esser il monte Sabbionara grazie al web, cosi, lo metto in cantiere per dopo e inizio la mia “pedalata” verso il monte Purga riscendendo verao il paese e risalendo la via del cimitero dove parte il sentiero che sale in circa mezzora alla chiesetta che si eregge sulla sommità del monte. Due foto e in discesa attraverso prati e colline seguo l’enorme croce della Sabbionara che raggiungo in circa 40 minuti senza difficoltà per poi riscendere al parcheggio attraversando un paio di contrade. Prendo la macchina e mi sposto in direzione conca dei Parpari parcheggiando direttamente sotto l’area sciistica, da lì la salita è elementare senza traccia e si fa in circa 15 minuti; Arrivati sulla brulla cima, me ne scendo e li prendo la macchina per tornare a casa.

CRODA DEL BECCO (18/19/08/2018)

CRODA DEL BECCO (18/19/08/2018)
- Regione: Trentino Alto Adige, Bolzano
- Gruppo: Dolomiti, Dolomiti di Braies. 
- Elevazione: 2810m slm
- Tipologia: Giro ad anello con conquista della cima 
- Itinerario: Dal lago di Braies dal set.19, poi 23, poi alta via n.1 e traccia alla cime e discesa per AV1 fino al lago.
- Percorso: Sentiero segnato, traccia segnata.
- Percorrenza: circa 9h senza soste
- Dislivello: 1800m
- Difficoltà: EEA
- Libro di vetta: Si
- Croce di vetta: Si
- Flora e fauna intravisti degni di nota: Nulla
- Densità escursionistica: Altissima in zona lago, una decina gli alpinisti in vetta.
- Punti d'appoggio: Rifugio Biella
- Note: Supergiro con bivacco in vetta sulla cima per eccellenza delle Dolomiti di Braies in un giro ad anello che circumnaviga il massiccio principale del sottogruppo.


Partiamo (io, Andrea e Mauro) supercarichi dall’affollato lago di Braies direzione sud est opposta alla via normale. La Croda strapiomba sul lago riflettendosi in tutta la sua maestosità. Tappa ad una malga per il pranzo e il maltempo, che x quel weekend assedia tutto l’arco alpino, arriva con una bella sguazzata, ma noi temerari partiamo sotto la pioggia con i nostri zainoni in direzione del ripido vajo che porta alla prima forcella (Riciogion) del nostro itinierario. L’ambiente da boscoso diventa alpino e il percorso a cerchio porta al rifugio Biello, roccaforte ai piedi della croda. Il tramonto si avvicina e il ritardo accumulato dai soliti imprevisti la fa da padrone. Decidiamo di salire consapevoli che la via piu tecnica è proprio quella che ci aspetta. Ci sono passaggi di I in zone friabili e due tratti attrezzati banali. Il buio sopraggiunge e non vediamo la vetta anche se il gps ci dice che è vicina. Optiamo per una cengetta dove bivaccare e goderci la cima all’alba. Sacchi a pelo e lanterno e un cielo che dopo un’altra breve sguazzata ci regala una via lattea meravigliosa. Sensazioni ed emozioni uniche dormire sotto un cielo stellato, l’orizzonte bordato di arancione che disegna le cime e circondati da temporali. Mauro per la stanchezza e io per le birre prendiamo sonno mentre Andrea si gode tutta la notte lo spettacolo sopra le nostre teste. La mattina albeggia e vediamo la croce di vetta a vent minuti da noi. Partiamo, davanti a noi alcuni austriaci che la sera prima avevano rinunciato alla salita. Alla cima si arriva senza difficoltà e lo spettacolo è impagabile. Scendiamo al rifugio dove colazioniamo e poi al lago per la via normale con una folla di gente in salita. Una volta nella vita, provate a bivaccare in vetta, non ve ne pentirete. 

mercoledì 19 dicembre 2018

CIMA CASTELCUCCO E COR (06/11/2018)

CIMA CASTELCUCCO E COR (06/11/2018)
- Regione: Veneto, Verona
- Gruppo: Prealpi Bresciane, Gruppo Baldo. 
- Elevazione: 1180m slm (Castelcucco)
- Tipologia: Giro ad anello con conquista delle cime 
- Itinerario: Da villaggio Monte Cucco per strade forestali, poi traccia e infine sentiero libero alla cima del Castelcucco, poi per forestale e tracce di sentiero militare a quella del Cor con rientro per forestale e breve tratto di provinciale.
- Percorso: Sentiero segnato, traccia non sempre segnata.
- Percorrenza: circa 3h senza soste
- Dislivello: circa 300m 
- Difficoltà: EE
- Libro di vetta: No
- Croce di vetta: No
- Flora e fauna intravisti degni di nota: Daini
- Densità escursionistica: nessuno
- Punti d'appoggio: nessuno
- Note: Giro ad anello su due picchi desolati del Baldo orientale. Percorso pressoché in aree boschive con interessanti visioni su ex aree belliche lasciate intatte dai tempi della grande guerra.

Oggi come nell’ultima settimana sono previste piogge, il maltempo la fa da padrone in tutto il Nord Italia. Però non voglio rimanere a casa e controllando qui vicino da me noto che ci sono due picchi ancora che non ho visitato nella zona del Baldo.

Non trovo praticamente nulla su Internet e nemmeno il GPS mi da la possibilità cioè che portino alle vette di queste due piccole alture ma non mi scoraggio. Lascio la macchina nei pressi del piccolo villaggio di Montecucco nelle vicinanze di Ferrara di Monte Baldo all’altezza di un curvone dove parte un sentiero forestale che porta ad un pascolo a circa 50 m dalla vetta del primo obiettivo. Arrivo sul sentiero ad una curva piuttosto larga e decido di iniziare una salita per gli ultimi 50m cercando tracce di sentiero. Intercetto un sentiero che porta al famoso pascolo dopo aver fatto parecchi metri di percorso libero. Il maltempo e i numerosi alberi caduti non aiutano ma con un po’ di buona volontà e di dimestichezza riesco a raggiungere la sommità del Castelcucco. Sulla cima oltre che a un vecchio cartello della forestale e tanta vegetazionf trovo un cubo di cemento con conficcato dentro i resti di un palo metallico che poteva essere una croce di vetta. Tempo per una foto e mi ributtò sul sentiero che portava al pascolo evitando i danni del maltempo riesco a raggiungere grazie a questa traccia di sentiero la forestale nei pressi di dove l’avevo attaccata poco prima per salire. Questa volta viaggio nel senso opposto in direzione del monte Cor. Sego la forestale fino all’intersezione con il sentiero che 76 che porta al capitello dell’orsa. Scavalcò il sentiero e prosegua per la cresta del mio secondo obiettivo, il percorso è libera ma noto a terra che c’è qualcosa di calpestato anche se la devastazione del maltempo la fa da padrona. Proseguo ed inizio ad annotare su degli alberi dei segni rossi il che mi rincuora. La fatica non è mai tanta ma la difficoltà nel districarsi da arbusti caduti, terreno molle e orientamento sicuramente non è per novellini. Arrivo finalmente alla desolata cima del monte Cor dove è presente un antici presidio bellico con bellissima vista sulla Val d’Adige sul Corno d’Aquilio. In tutta l’area è possibile vedere altri ricoveri e trincee praticamente sepolti dal tempo. Rientro dalla stessa via e poi dalla forestale e mi collego alla provinciale che in circa mezz’ora mi porta alla macchina.

CIMA GRANDE CIR E PICCOLO CIR (17/09/2018)

CIMA GRANDE CIR E PICCOLO CIR (17/09/2018)
- Regione: Trentino Alto Adige, Bolzano
- Gruppo: P Dolomiti Orientali, Gruppo Cir 
- Elevazione: 2592m slm
- Tipologia: Giro ad anello con conquista delle cime 
- Itinerario: Da passo Gardena per Alta Via n.2 e poi per sent 12A infine per traccia alle cime riscendendo per l’alta via n.2
- Percorso: Sentiero segnato, traccia segnata
- Percorrenza: circa 4h senza soste
- Dislivello: 700m
- Difficoltà: EEA
- Libro di vetta: Si (solo Grande Cir)
- Croce di vetta: Si
- Flora e fauna intravisti degni di nota: Gracchi alpini
- Densità escursionistica: circa una ventina di persone sulle ferrate
- Punti d'appoggio: Molti a passo Gardena
- Note: Giro degno di nota in un bellissimo ma poco conosciuto gruppo dolomitico ricco di roccia solida e piena di Pinnacoli. Il giro occupa mezza giornata o qualcosa in piu, la ferrata al grande Cir è piuttosto elementare, non banalissimi i passaggi su roccia, quella al piccolo Cir invece è molto aerea ed esposta e richiede una discreta tecnica.


Partiti prestissimo in tre da Verona arriviamo alle 8:45 al passo dove dopo un pessimo caffè in circa mezzora per l’AV2 e per il sent.12 arriviamo al vallone che ripidissimo in 5 minuti porta all’attacco del Piccolo Cir. La prima parte ha tratti di II e poi parte la ferrata con tratti interessanti e molto aerei. La ferrata si conclude sull’esile cima. Tempo per due foto con alle spalle la piccola croce e via per il vallone (attrezzato) in discesa. Arriviamo alla traccia di collegamento con il Piz da Cir o grande Cir. La salita risale il vallone che lo divide dal reato dal gruppo con passaggi di I, parte poi la semplice ferrata che alterna tratti di I e che in 40 minuti porta alla croce di vetta. Discesa per la stessa via e birra, canederli e speck al Jimmy Hutte.