CIMA MANOS, INGORELLO, CARZEN E VESTA (21/03/2019)
- Regione:Lombardia, Brescia
- Gruppo:Prealpi Lombarde, gruppo Tombea Manos
- Elevazione: 1516m slm (Manos)
- Tipologia:Giro ad anello con conquista delle cime
- Itinerario: Da loc. Coccaveglie per sent.473, Strade forestali e tracce di sentiero
- Percorso:Sentiero segnato, Traccia segnata e traccia non sempre segnata
- Percorrenza:circa 4h
- Dislivello:950m
- Difficoltà:EE
- Libro di vetta: Si (solo su Carzen)
- Croce di vetta: Si (Manos e Carzen croce, Ingorello con palo e Vesta con cippo di confine)
- Flora e fauna intravisti degni di nota: Nulla
- Densità escursionistica:Nessuno
- Punti d'appoggio:Rifugio Cavallino
- Note: Giro In aree dimenticate delle Prealpi lombarde interessante più dal punto di vista storico che alpinistico. Si tratta di cime brulle e sentieri attraverso fattorie, fienili e malghe. Sulle cime la vista spazia dal lago di Idro alle vette dell’Adamello tra cui il Cornone di Blumone e il Carre Alto.
Parto con relativa calma alle 10.00 dalla località Coccaveglie, Case sparse nelle vicinanze del più noto Treviso bresciano. Si segue subito la strada forestale che a tornanti si snoda verso quello che poi diventerà il sentiero che conduce in circa 40 minuti alla croce di vetta del monte Manos senza troppe difficoltà. Dalla cima si scende per cresta su esile traccia nuovamente su strada forestale e da lì in circa 20 minuti si arriva alla cima del monte Ingorello. Per salire a questa poco interessante sommità non esiste un vero sentiero, dalla forestale è intuibile la salita superata la recinzione dell’abitazione privata che occupa la maggior parte delle pendici di questo monte. Ci sono numerose tracce ma nulla di segnato, sulla vetta si trova un palo in ferro di colore verde e poco più sopra un ometto. Scendo per la stessa via e mi dirigo nuovamente verso l’evidente Monte Carzen seguendo sempre la forestale fino alle pendici del monte stesso. Da li il sentiero finisce ed inizia una sempre più esile traccia militare che con una po’ di fatica porta alla croce di vetta con relativo libro nascosto sotto i massi che la sorreggono. Tempo di pranzare e per debole traccia inizio a scendere per cresta con alcuni passaggi di primo grado su terreno brullo per arrivare al passo di Vesta per poi risalire nuovamente La ripida dorsale che porta alla sommità del Monte Vesta. Sulla cima si trova un interessante cippo di confine austriaco. Scendo per la stessa via e prendo ad anello il sentiero 473 che in circa un’ora abbondante mi riporta alla località di partenza.
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